Se dalla città di Bergamo prendete la SP35, la strada provinciale che attraversa la Valle Seriana, ad un certo punto (dopo una trentina di km) incontrerete un bivio che vi condurrà al ridente paesino di Premolo (650 m s.l.m.).
Giungendo alla sommità del paese, nella località denominata Bratte, potrete parcheggiare la macchina e lasciarvi alle spalle il paese stesso, avventurandovi lungo il sentiero 245, che si inoltra nel bosco che sovrasta la Val Dossana.
Dopo aver camminato al fresco per una decina di minuti ecco che alla vostra destra troverete l'imbocco per un altro sentiero, all'inizio del quale un cartello in legno recita "Còren de Brac". Ed ecco che subito arriverete a questo grosso sperone di roccia calcarea, privo di vegetazione.
Saliteci: da qui avrete una bella panoramica (da vertigine) di tutta la valle e delle montagne circostanti, mentre stando in silenzio per un attimo non mancherete di sentire il grido delle aquile che vivono in zona.
All'inizio degli anni '60 sono stati ritrovati dei resti scheletrici ed alcuni attrezzi in selce presso il "Canal d'Andruna", un antro che nell'età del Rame veniva utilizzato per scopi funerari; questo luogo si trova nella stessa Val Dossana, e grazie a questi ritrovamenti sappiamo che l'uomo era già presente in queste zone intorno al 3000 a.C..
Lo spirito del luogo di questi posti è rappresentato dai monti stessi: le Prealpi Orobiche, che (pressoché incontaminate) rimangono le signore incontrastate di queste terre.
martedì 6 luglio 2010
Còren de Bràc [13/08/2010]
giovedì 6 maggio 2010
Rocca di Montalto [06/08/2009]
Avventurandoci nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed arrivando presso uno dei più piccoli Comuni del Parco, chiamato Cessapalombo, guardando in alto possiamo scorgere i ruderi di una rocca chiamata Rocca di Montalto.
Nei primi giorni del mese di agosto, all'imbrunire, si svolgono dei festeggiamenti folkloristici che consistono in banchetti serali tra le rovine della Rocca, a base di piatti tipici di questi luoghi (ad esempio: frascarelli o polenta bianca).
Il tutto è accompagnato da mangiatori di fuoco e musica folkloristica, e da luci che enfatizzano la particolare atmosfera incantata che si viene a creare.
Facendo un giro attorno alle mura della rocca, dopo il banchetto, si può respirare appieno lo Spirito di questi luoghi, tra i monti della Sibilla.
Qualche chilometro più a valle si incontrano altri luoghi affascinanti e magicamente incontaminati, come le Grotte dei Frati e le Gole del Fiastrone, più difficili da raggiungere.
Nei primi giorni del mese di agosto, all'imbrunire, si svolgono dei festeggiamenti folkloristici che consistono in banchetti serali tra le rovine della Rocca, a base di piatti tipici di questi luoghi (ad esempio: frascarelli o polenta bianca).
(paesaggio dalla finestra della torre della Rocca)
Il tutto è accompagnato da mangiatori di fuoco e musica folkloristica, e da luci che enfatizzano la particolare atmosfera incantata che si viene a creare.
Facendo un giro attorno alle mura della rocca, dopo il banchetto, si può respirare appieno lo Spirito di questi luoghi, tra i monti della Sibilla.
Qualche chilometro più a valle si incontrano altri luoghi affascinanti e magicamente incontaminati, come le Grotte dei Frati e le Gole del Fiastrone, più difficili da raggiungere.
martedì 23 marzo 2010
Rocca di Varano [06/08/2009]
Percorrete la Strada Statale 77 (che collega la costa marchigiana all’entroterra) fin verso la fine, avvicinandovi alla zona montana: troverete alla vostra destra, su un’altura rocciosa, una sorta di antico avamposto.
Sono i resti di un’antica rocca appartenente all'antica signoria camerinense dei Da Varano.
In essa può benissimo essere individuato lo Spirito che anima questi luoghi, i territori che circondano Camerino, e che una volta appartenevano appunto ai signori Da Varano.
Dell’antica fortezza rimangono alcuni resti del mastio e un torrione; ad essa si può accedere da un ponte levatoio, che sovrasta l'antico fossato delle origini (ormai coperto da sterpaglia).
Quassù lo sguardo è libero di spaziare dai monti Sibillini alla valle del Chienti, al monte Fungo (che fronteggia la rocca stessa).
Ora il tutto è completamente ristrutturato e adatto per ospitare mostre e manifestazioni culturali, come fosse un museo. Ciononostante conserva il fascino di qualcosa che è sì semidiroccato, ma ancora in piedi verso il cielo, testimone odierno di un’epoca ormai trascorsa ma che magicamente anima ancora gli spiriti delle genti; epoca spesso rievocata da manifestazioni folcloristiche che destano fascino ed interesse, come la Festa della Spada a Camerino.
Come si può osservare dall'indicazione turistica, la rocca è solo una tra le tante che costellano il paessaggio, come immagine della volta celeste su queste antiche terre.
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